prescrizione assegno bancario

Gli assegni bancari sono tra gli strumenti di pagamento più usati. Vengono rilasciati da un titolare di conto corrente che richiede alla banca di versare una somma specifica a chi si recherà in filiale con uno degli assegni firmati. Se dal rilascio dell’assegno è passato del tempo, questo va in prescrizione? E se sì, cosa succede? Vediamolo insieme.

Cos’è un assegno bancario

Come anticipato un assegno bancario viene emesso da un correntista, che chiede alla banca di fornire una specifica somma a chi si recherà allo sportello con un assegno firmato dallo stesso titolare del conto. Se il conto non dovesse coprire la cifra l’assegno sarà protestato.

L’assegno consente al suo possessore di ottenere la cifra riportata su di esso semplicemente esibendolo in banca. La banca è tenuta a pagare l’assegno e ad eseguire la richiesta del correntista che lo ha emesso.

Assegno bancario: cade in prescrizione?

Prima di tutto chiariamo che un assegno non cade in prescrizione, si può prescrivere il credito, ma non l’assegno stesso. Anche se l’assegno non cade in prescrizione, ha una scadenza. Se viene superata la scadenza il debitore (ovvero il titolare del conto corrente da cui verrà prelevata la somma) può ritirare l’ordine di pagamento. Il creditore però, ha diritto di agire per recuperare il proprio denaro.

Attenzione però, se l’assegno non viene incassato nei termini previsti non significa automaticamente che il credito sarà prescritto. Vediamo un esempio per spiegare meglio cosa intendiamo. Se un soggetto si rivolge ad una ditta per dei lavori per le tubature di casa, può pagare la stessa tramite un assegno.

Nel caso in cui l’azienda non incassasse l’assegno per un errore o per una dimenticanza, questo scadrà dopo 8 giorni se in piazza, e dopo 15 se fuori piazza. Ma anche dopo la scadenza dell’assegno, il credito non cadrà in prescrizione. Dato che l’assegno è stato emesso a seguito di un contratto, il credito si prescriverà solo dopo 10 anni.

Ma una volta che viene superato il limite di 8 o 15 giorni, la situazione potrebbe presentare delle complicazioni e, per il creditore, richiedere la somma potrebbe non essere così immediato.

Quando un assegno va in scadenza?

Più che chiederci se e quando un assegno vada in prescrizione, dovremmo chiederci entro quanto tempo può essere presentato in banca per ottenere la cifra indicata sullo stesso.

Come anticipato, il creditore può presentarsi in filiale entro 8 giorni se l’assegno è su piazza, ovvero se l’assegno proviene da una banca della stessa città della banca emittente (l’emittente è indicata sull’assegno).

Il limite passa a 15 giorni se l’assegno è fuori piazza, ovvero presentato presso una banca di città differente rispetto a quella in cui si trova la banca emittente. Ma che cosa succede se un assegno va in scadenza? Andiamo ad approfondire.

Cosa accade se scade l’assegno?

Se l’assegno scade il debitore può richiedere alla filiale di non pagare più la somma al creditore. Prima degli 8 o 15 giorni, il debitore non può revocare il pagamento dell’assegno, ma una volta scaduto il termine può farlo. A questo punto il creditore è comunque libero di esercitare il proprio diritto a ricevere il denaro e può iniziare una causa che potrebbe portare ad un pignoramento contro il soggetto debitore.

Bisogna ricordare che c’è un limite al diritto di un creditore di ricevere un pagamento dopo la scadenza. Nel caso in cui siano passati 6 mesi a partire dalla data di emissione dell’assegno, esso non sarà più titolo esecutivo. Significa che il creditore che non ha incassato il pagamento, non potrà più richiedere un pignoramento facendo leva sul fatto di possedere l’assegno firmato.

Anche se l’assegno rimane una prova del credito, se il soggetto vuole ancora ricevere la somma, dovrà richiedere un decreto ingiuntivo presso il tribunale. In questo caso i tempi per ottenere finalmente il denaro, potrebbero essere molto lunghi.

In breve

Per chiarire al meglio la questione prescrizione di un assegno, ricapitoliamo i punti chiave:

  • L’assegno non cade in prescrizione;
  • L’assegno scade dopo 8 giorni se su piazza o 15 giorni se fuori piazza;
  • Alla scadenza il debitore può richiedere alla banca di non emettere la somma al creditore;
  • Anche se l’assegno è scaduto, il credito non va automaticamente in prescrizione e il creditore può muoversi per recuperare la somma;
  • Dopo 6 mesi scade la natura di titolo esecutivo dell’assegno stesso, ma il creditore può ancora chiedere un decreto ingiuntivo.