rinnovo cessione del quinto prima dei quattro anni

Molte persone ricorrono alla cessione del quinto come alternativa al più comune finanziamento bancario. La cessione del quinto consente di ricevere un prestito a tassi vantaggiosi e il servizio è riservato ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.

Si estingue tramite la cessione di una quota mensile che corrisponde al quinto dello stipendio o del salario, valutato al netto di ritenute. Talvolta può accadere di dover rinnovare il prestito prima dei quattro anni, prolungandone la durata.

È possibile il rinnovo della cessione del quinto prima dei quattro anni? Quali sono le modalità per richiederlo? Vediamolo insieme.

Che cos’è il rinnovo della cessione del quinto

Quando si rinnova la cessione del quinto si riattiva il prestito e se ne prolunga la durata. Se il cliente decide di iniziare con una nuova cessione del quinto, è necessario estinguere il prestito in corso con parte del netto erogato. La restante liquidità resterà a disposizione del richiedente.

Maggiore sarà il numero delle rate rimborsate, maggiore sarà la cifra che il soggetto potrà richiedere al rinnovo della cessione del quinto. Per questa ragione è consigliabile rimborsare più rate possibili prima di procedere con una nuova richiesta.

Quando è possibile rinnovare la cessione del quinto

Per rinnovare il prestito con cessione del quinto è necessario rispettare alcune regole. Comunemente il rinnovo è possibile solo dopo il rimborso del 40% delle quote, come stabilito dall’articolo 39 della legge 180. Prima della scadenza di tale termine non sarà possibile rinegoziare il prestito, salvo casi eccezionali.

Questo significa che se si è richiesto un prestito da rimborsare in 120 mesi, ovvero 10 anni, dovranno essere saldate 48 rate prima di procedere con un rinnovo. 48 rate corrispondono a 4 anni e se non si è ancora arrivati al limite minimo di quote rimborsate, bisogna attendere prima di chiedere un nuovo prestito.

Fortunatamente c’è un’alternativa a questa regola, che però è disponibile solo in alcuni casi specifici. Vediamo ora quando è possibile rinnovare la cessione del quinto prima dei 4 anni.

Rinnovare la cessione del quinto prima dei 4 anni: come fare

Come anticipato l’articolo 39 della legge 180 dice che il rinnovo è possibile solo dopo il rimborso del 40% delle quote, ma esiste la possibilità di rinnovare il prestito anche prima dei quattro anni. Dipende dal tipo di prestito che è stato richiesto.

Se ad esempio il primo prestito è stato fatto fino a 60 mesi è possibile richiedere un rinnovo, ma solo se la nuova cessione viene stipulata al massimo a 120 mesi. Questo è l’unico caso in cui la legge 180 consente un rinnovo prima dei quattro anni. Contrariamente non sarà possibile procedere.

Costi per la rinegoziazione della cessione del quinto

I costi per la rinegoziazione della cessione del quinto sono soprattutto relativi alle spese di istruttoria, in più c’è da pagare una penale per aver chiuso il prestito prima della scadenza. Precedentemente alla richiesta di rinnovo del prestito, valuta attentamente i costi e informati sulla penale.

Conviene rinnovare la cessione del quinto?

Dipende dai casi. In genere, se si procede con la modifica dei termini del prestito in anticipo rispetto alla scadenza, c’è un vantaggio importante. Il vantaggio riguarda la possibilità di ottenere liquidità in più, ma senza sostanziali modifiche sull’importo della quota da rimborsare mensilmente.

Alternative al rinnovo prima dei 4 anni

Se fai parte dei casi in cui non è possibile richiedere il rinnovo della cessione del quinto prima dei quattro anni, ma hai bisogno di una somma aggiuntiva, puoi richiedere un prestito delega. Il prestito con delega di pagamento può essere richiesto sia dai dipendenti pubblici che dai dipendenti privati.

Il funzionamento è lo stesso della cessione del quinto, ma la cifra decurtata non si limita al quinto dello stipendio. Questa infatti, potrebbe arrivare fino al 50%, somma detta secondo quinto. Per il prestito delega è possibile richiedere un piano di ammortamento fino a 10 anni.

Per quanto riguarda i dipendenti privati la decisione di prendere il prestito in carico o meno, viene lasciata al datore di lavoro che, tramite un Atto di Delega, può scegliere se accettare oppure no. In caso di un prestito delega è consigliabile far bene i conti e assicurarsi di avere sufficiente liquidità per sostenere le rate mensili.