Cosa sono i CFD

Negli ultimi quindici anni, un fattore, più di ogni altro, ha inciso significativamente nella vita di ogni singolo cittadino: la rapida ascesa della tecnologia. L’indispensabilità di internet, ad esempio, è ormai sotto gli occhi di tutti. E vivere senza la grande rete telematica è, di fatto, impossibile. Basti pensare, ad esempio, alle “scene di panico” alle quali assistiamo, o siamo protagonisti in prima persona, quando non esiste la possibilità di essere connessi.

Internet ha semplificato la vita sotto qualunque aspetto, incluso quello finanziario e della cura dei propri risparmi, oltre a quello dello svago e del divertimento come questi siti per acquistare gratta e vinci. Nel corso degli ultimi anni, il trading online, ovvero la possibilità di effettuare azioni di compravendita nei mercati finanziari, è diventata la modalità di accesso prediletta dai risparmiatori europei, in abbinamento, nella maggior parte dei casi, alla classica consulenza del proprio referente finanziario.

Contract for Difference, a quale tipologia di investitori sono consigliati?

Oltre ai tradizionali asset presenti allo sportello finanziario, come azioni e obbligazioni, il mondo del trading online fornisce la possibilità di poter sottoscrivere altre tipologie di asset che, col passare del tempo, sono diventati noti alla maggior parte dei cittadini italiani. Basti pensare, ad esempio, alle criptovalute, la cui popolarità è cresciuta esponenzialmente negli ultimi cinque anni, dividendo gli esperti del mondo finanziario tra guelfi e ghibellini.

Un asset che è stato visto con crescente interesse da parte dei trader di tutto il mondo negli ultimi 18 mesi è, senza alcun dubbio, il CFD, acronimo di Contract for Difference. Prima di spiegare dettagliatamente di cosa stiamo parlando, è opportuno sapere che questo asset, al pari di altri presenti nel mondo del trading online, comporta un’accettazione del rischio piuttosto alta.

Ed è quindi indispensabile che venga utilizzato solo in minima parte all’interno di un portafoglio ben strutturato e diversificato. Per gli investitori particolarmente avvezzi al rischio, è consigliato comprare CFD non oltre la soglia del 10% complessivo del proprio portafoglio. Una percentuale, per quanto ovvio, che scende progressivamente in base al profilo di rischio di ogni singolo investitore: per un profilo estremamente prudente, i CFD non sono in alcun modo consigliati.

I CFD fanno parte della famiglia dei derivati finanziari e, come dice l’acronimo stesso, forniscono la possibilità di scambiare la differenza di valore di un determinato titolo/indice finanziario dal momento in cui si acquista senza possederlo. La “proprietà” del titolo, infatti, resta del broker finanziario, che, in altre parole, cede in prestito lo strumento finanziario al trader.

Perché i CFD possono essere di supporto in momenti di grande incertezza

Tramite i CFD si può fare trading in qualsiasi asset finanziario: da quelli più classici, come azioni e obbligazioni, ad altri decisamente più evoluti, come criptovalute, Forex, indici sulle materie prime ed altri ancora. Se, fino a questo punto, vi abbiamo spiegato gli aspetti più tecnici dei CFD, cercando di rendervi consapevoli di che tipologia di strumento siano e di come approcciare agli stessi in modo corretto, andiamo ad analizzare, ora, i motivi che li rendono fortemente attrattivi agli occhi di un considerevole numero di trader.

Questo strumento può essere sfruttato utilizzando la cosiddetta “leva finanziaria”, che consente al trader di amplificare le perdite o i guadagni. Una tipologia di investimento, la “leva”, adatta solo a quegli investitori decisamente avvezzi al rischio, in particolar modo se il titolo sottostante fa riferimento al mondo delle criptovalute o a quelle delle azioni, oltre che agli ETF collegati a qualsivoglia indice. In questi tempi di grande incertezza finanziaria, dove linflazione morde come non si vedeva da oltre trentacinque anni, i CFD hanno aumentato la loro popolarità grazie, in primis, alla possibilità di poter “scommettere” sul ribasso di un titolo o di un indice, riuscendo a trovare rendimento anche nelle fasi in cui i mercati flettono.