
Al giorno d’oggi sono molte le famiglie che si trovano, per un motivo o per un altro, a dover comprare una seconda casa.
L’acquisto di una seconda casa resta un qualcosa di comunque oneroso, ma non tutti possono riuscire ad aprire il mutuo che, riferendosi ai metodi più tradizionali, è quello a cui molti ricorrono quando si tratta di comprare un’immobile.
Fino a qualche anno fa non potere aprire un mutuo sarebbe stato un grosso ostacolo all’acquisto di una nuova casa, oggi però non è più così. Il motivo è che ci sono alternative al mutuo, per chi è intenzionato a comprare una seconda casa e non ha a disposizione la cifra che serve a comperare direttamente l’immobile.
Oggi parleremo quindi di quali sono le varie alternative al mutuo che sono oggi disponibili.
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Comprare la seconda casa attraverso il Rent to Buy
Il Rent to Buy è una metodologia per comprare casa che vede il proprietario, sia esso un privato o l’azienda costruttrice, mettere a disposizione un immobile con un contratto d’affitto che prevede un canone mensile diviso in due parti.
La prima parte è quella dell’affitto, la seconda è un anticipo sul prezzo della casa che viene stabilito al momento della ratificazione del contratto.
Secondo la legge, approvata nel 2014, che ha reso disponibile questa modalità per acquistare un immobile, il canone mensile deve essere calcolato in modo che l’affittuario arrivi a possedere la casa in non più di 10 anni.
Comprare la seconda casa attraverso il Prestito Vitalizio Ipotecario
Il Prestito Vitalizio Ipotecario, anche noto come PVI, è una forma di finanziamento senza rate che è stato reso disponibile per chi fosse interessato a comprare un immobile o una seconda casa dal 2016.
Il Prestito Vitalizio Ipotecario è stato pensato principalmente per quei cittadini che hanno 60 o più anni, in quanto, prima del PVI, questi soggetti non avevano possibilità di accedere al credito bancario.
Il Prestito Vitalizio Ipotecario è un finanziamento a lungo termine, normalmente concesso da una banca, ma che può essere offerto anche da un altro istituto di credito. La capitalizzazione degli interessi e delle spese è mensile, e l’istituto di credito che lo ha concesso arriverà a chiedere l’intera somma solo se: la persona (o persone) che ha ricevuto il PVI muore, l’immobile viene danneggiato, occupato da terze parti o sottoposto a lavori che coprano più del 20% dell’immobile.
Comprare la seconda casa con la vendita con riserva di proprietà
La vendita con riserva di proprietà vede il proprietario originale dell’immobile mantenere la proprietà, essendo così tenuto a continuare a pagare le imposte, mentre la parte interessata a comprarlo vive nell’immobile pagando le spese di manutenzione e una rata mensile sul prezzo totale della casa.
Il contratto può essere terminato prima che l’acquirente arrivi a possedere effettivamente la casa, e a quel punto le rate da lui già pagate gli verranno restituite, ma al proprietario spetterebbe, in questo caso, il pagamento dell’uso dell’immobile.
Comprare la seconda casa con il leasing immobiliare
Questo metodo per acquistare una seconda casa vede un istituto di credito comprare un immobile a cui un loro cliente è interessato e proporgli di pagarlo a rate mensili, mentre lo utilizza, con una maxi rata finale.
Il leasing immobiliare è stato reso disponibile nel 2016 e prevede anche che il contratto duri almeno 8 anni, durante i quali i pagamenti possono essere sospesi una volta sola e per massimo 12 mesi.
Alla scadenza del contratto l’acquirente deve decidere se rinnovare il leasing, recedere dal contratto oppure pagare quello che resta del valore dell’immobile, scontando il canone e acquistando così effettivamente l’immobile.
Gli svantaggi di questa metodologia di acquisto per una seconda casa, oltre alla maxi rata finale, è che la prima deve essere uguale ad almeno il 15% del valore totale dell’immobile.
